A 14 anni dalla prima petizione, s’inaugura il Parco della pace

La prima petizione per ottenere il parco è del 2011, quando la base Del Din era in costruzione. Sessantacinque ettari, 13 milioni di euro spesi, la cerimonia sabato 27 settembre. Ci sarà anche una tensostruttura per pallamano e calcetto, oltre al museo dell’aria

La prima petizione per ottenerlo fa data al 2011, quattordici anni fa a opera dei No Dal Molin. E il nome lo crearono allora: pace per opposizione alla guerra evocata dai militari americani. Non esisteva nei cellulari whatsapp 14 anni fa e gli smartphone erano pochi, non il 90% dei cellulari come oggi. Quel parco era un’opera di compensazione per la costruzione della base americana all’ex aeroporto Dal Molin. Era in costruzione la caserma, che si sarebbe chiamata Del Din senza neanche ricordare il povero Tomaso (morto in volo nel 1930 sul Garda, collaudando un aereo a 28 anni) quasi un dispetto alla città riottosa verso i militari alleati. Tant’è che i lavori erano circondati da chiassose dimostrazioni contrarie.

L’assessore Zilio, come in questa foto d’archivio con il sindaco Possamai, scattata all’adunata degli alpini l’anno scorso, mette idealmente la bandiera dell’amministrazione sul parco della pace

Poi la base fu ultimata e inaugurata nel 2013 (con il vicesindaco Jacopo Bulgarini d’Elci che alla cerimonia non indossò la fascia tricolore) e contemporaneamente nella zona procedette la bonifica bellica, celebre proprioquella del 25 aprilemdel 25 aprile 2014 che svutò mezza città. Nel 2017 il sindaco Variati diede il primo impulso ai lavori. E procedettero lentamente. C’è chi, come Gian Marco Mancassola, direttore di TvA Vicenza, ha battezzato la questione Dal Molin come “la grande rimozione collettiva di Vicenza”. Perché la contestazione s’è sedata, ma le opere compensative, come la bretella stradale, non si sono mai viste. Il parco della Pace è tutta opera dei vicentini. Lento pede pervenit.

Otto anni dopo l’inizio dei lavori i quasi sessantacinque ettari con 13 milioni di euro spesi, prendono vita: il parco della pace (che si chiamerà così punto e basta, senza altre dediche) sarà inaugurato sabato 27 settembre, all’interno del festival Hangar Palooza alla sua terza edizione, che richiama dalle 15 mila alle 20 mila persone.

Un’immagine d’archivio del parco della pace, in particolare delle acque, dell’ex pista dell’aeroporto Dal Molin e della caserma americana Del Din

La notizia l’ha fornita Leone Zilio, durante la conferenza stampa per celebrare i due anni da assessore, che ha messo idealmente la bandiera dell’amministrazione su questa realizzazione, anche se va detto che al traguardo raggiunto hanno lavorato tre sindaci: Variati, Rucco e appunto Possamai.

La gestione del parco sarà affidata a una Fondazione di partecipazione, della quale è stato individuato un primo socio, Veneto Agricoltura, mentre a febbraio sarà completato il board.

Gli spazi utilizzabili sono 13. All’interno sorgerà il museo dell’aria e anche una tensostruttura da 20 metri per 40 con tribuna per 99 posti, pensata per pallamano e calcetto. Dalla parte di strada Sant’Antonino arriverà il nuovo campo da rugby.

Siccome lo spazio della ex pista non è utilizzabile per problemi di drenaggio dell’acqua, in un’area diversa di sei ettari si sta studiando un grande concerto che si terrà l’anno prossimo. “Il problema dei concerti – ha specificato l’assessore Zilio – è quello della mobilità. Sono 350 gli stalli previsti”. Ma ci vogliono anche le strade per arrivare e andarsene.

L’assessore conferma lo studio della società milanese sulla gestione, valido in un arco temporale di vent’anni, che prevede cinque anni di deficit gestionale, un paio d’anni di pareggio e quindi la possibilità di un guadagno.