Bodyguard olimpici, la verità che gli italiani sono i primattori

Che traffico di guardie e scorte per le olimpiaci. Ma in fatto di bodyguard olimpici l’Italia può offrire il meglio del meglio. Provate a scorrere questa lista…

Che traffico di guardie e scorte per le olimpiadi. Gli Usa chiamano la famigerata Ice a proteggere non si sa bene chi, visto che dopo le polemiche resteranno chiusi in consolato a Milano. Gli iraniani pensano ai pasdaran, creando un cortocircuito: può un gruppo terroristico operare in un Paese che non è una teocrazia dittatoriale e non uccide migliaia di persone che dimostrano? Perfino il Qatar si sente in dovere di inviare truppe che sfilano a sostegno della loro squadra. Sapete quanti atleti hanno in gara a Cortina? Uno.

In verità, in fatto di bodyguard olimpici, l’Italia può offrire il meglio del meglio. Non ci credete? Ecco una breve lista.

I Busto Garolfo cops, dallo spettacolo “Tel chì el telùn!”, il capitano con Sugar e Dexter

Iniziamo con Sugar e Dexter, che assieme al durissimo “capitano” sono il fior fiore dei “Busto Garolfo Cops”, resi celebri da Aldo, Giovanni e Giacomo. Sono specializzati nella lotta ai rumori molesti che nascono dalle feste di condominio con musica napoletana a palla condita da un bacile di pasta con le sarde.

Alla faccia di Rambo, possiamo anche mettere a disposizione anche una rosa di sottufficiali di prim’ordine, vale a dire “Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo”, gradi attribuiti ad Alberto Sordi, Peppino De Filippo, Aldo Fabrizi e Gino Cervi, prima che diventasse Maigret. Mica scherzi, e senza occhialon alla Macron.

A proposito di comandanti, Totò e Vittorio De Sica sono i più famosi marescialli dei carabinieri, da richiamare subito in servizio: basta fornir loro una divisa in più, perché altrimenti uno dei due diventa prete.

Il Commissario Auricchio, alias Lini Banfi, discute con il chitarrista dell’osteria in un film del 1981

E chi può obiettare qualcosa sulla deterrenza ispirata dell’ispettore Nico Graldi? È un immigrato di primissima generazione, arrivato da Cuba al Testaccio oltre 50 anni fa, ossia Thomas Milian che s’è convertito alla buona causa della polizia dopo aver rivestito i panni del “Monnezza”. Lui risolve tutto a sberle, mentre un altro sbirro – “Piedone” Bud Spencer – preferisce aggiungere anche le altre estremità. Ma a proposito di Polizia, un contributo decisivo non può che giungere dal solerte commissario Auricchio, alias Lino Banfi, che il chitarrista dell’osteria scambia per un “frocione un po’ frì frì”.

Visto? Basta scegliere. Non abbiamo bisogno di aiuti esterni. Almeno in cinema e tv.