Dopo la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi Matterella non è più il Presidente della Repubblica. È diventato un Re. La sanzione popolare di conferma è stata il boato con cui San Siro l’ha accolto al suo ingresso. Tranquilli, non c’è stato un golpe sotterraneo, nessun colpo di Stato che in questi tempi duri di assalto alla Costituzione si sarebbe anche portati a pensare. La nuova forma di governo è il frutto del geniale video che ha marcato la cerimonia d’apertura: Mattarella seduto come un passeggero qualsiasi su un vecchio tram di Milano (quelli che chiamano “Gamba di legno”) con Valentino Rossi a condurlo, con tanto di divisa di autista dell’Atm.

Con un gesto da tenero nonno, lui che fino all’altro giorno ha dovuto tirare le orechie al governo sul decreto sicurezza e sbianchettare il testo, il Presidente sul tram ha raccolto anche una bambolina caduta a una bambina. Insomma, quella trasmessa alla cerimonia è stata un’immagine felice del Presidente e rassicurante per gli Italiani, e che avrà fatto sorridere e applaudire i foresti.
Perché Mattarella, dopo questo mini show, è diventato un re? Perché c’è stata solouna persona, tra le massime cariche dello Stato e dei governi a giocare così alla cerimonia d’apertura di un’olimpiade: Elisabetta II, regina del Regno Unito. Nel 2012, per inaugurare le olimpiadi di Londra, fu girato un video nel quale lei appariva a fianco di James Bond che la accompagnava allo stadio in elicottero per la cerimonia inaugurale, stadio che lei raggingeva in paracadute gettandosi, appunto, dall’elicottero. Fu un video sorprendente, con molti tocchi di umorismo, come la statua di Churchill che si animava e salutava l’elicottero reale. Raccontano le cronache che quando fu sottoposta l’idea alla regina, immaginando di usare una controfigura, lei abbia risposto. “No, no. Lo faccio io”.

Con la performance di ieri sera, Mattarella ha eguagliato la regina e, televisivamente parlando, per qualche minuto ha cambiato forma di governo all’Italia. Il suo diventa uno dei momenti storici che saranno ricordati, come il discorso di Churchill al congresso americano del 26dicembre1941, quando il premier convinse gli Usa a scendere in guerra, o come la parodia degli Avengers al G7 quando Conte, Macron e merkel furono raffigurati nei panni dei supereroi Marvel.
Chne questi siano tempi nei quali accanto a una vita vera se ne svolgesse un’altra, parallela, digitale e mediatica, lo sapevamo. Che questa vita mediatica potesse gioiosamente influenzare la prima ogni tanto è una scoperta che rasserena, in mezzo ai tanti problemi della comunicazione digitale, da vietare i minori sotto i 16 anni o da difendere contro l’invadenza dell’AI, che ricorda sempre più Hal 9000 di Stanley Kubrick e la sua Odissea nello spazio.