Hanno già, come si dice in gergo, manifestazioni d’interesse. Lo testimonia la direttrice generale Annalisa Bergozza e si riferisce ai 14 immobili che l’Ipab intende vendere, da Vicenza a un negozio vicino Rialto a Venezia, con parecchi pezzi pregiati. L’obiettivo, quindi, di incassare 7 milioni di euro, non è un salto nel buio. Certo, dal dire al fare c’è sempre di mezzo il mare della burocrazia e degli imprevisti, ma all’Ipab annusano un’aria nuova. E promettente per le loro finanze, precisano.

I quattrini servono all’Ipab per due obiettivi: restaurare le case di riposo che gestiscono, ossia l’istituto Trento vicino a San Pietro e l’istituto Salvi in corso Padova, e soprattutto costruire la terza casa di riposo a Laghetto, nella zona di via Bartolomeo da Breganze. Questa è una novità rivoluzionaria. Lo spiega, con la calma che fa corona al suo ottimismo della volontà, il presidente dell’Ipab Achille Variati, che nel nuovo incarico (“puro volontariato”, sottolinea) vuole lasciare un segno nel settore più delicato del sociale. Lo spiega con i numeri: sono 451 i posti a disposizione nei due istituti e oltre mille le domande in attesa. “Una situazione drammatica per molte famiglie”, rimarca. Inoltre, sono 60 i partecipanti al centro diurno di vilal Rota Barbieri e 51 i posti agli appartamenti ai Proti.
Variati spiega che l’attività dell’Ipab è specializzata anche nei casi gravi: cura di anziani affetti da Alzheimer, gestione di pazienti psico-geriatrici, seguire casi di stati vegetativi che alle volte si risolvono con “risvegli significativi”.

Siamo nella prima linea degli interventi sociali per la quale è urgente intervenire, perché è una ferita aperta. “Salvi e Trento sono strutture vecchie che hanno bisogno di interventi – sottolinea il presidente – Per i prossimi tre anni abbiamo stanziato dieci milioni. La nuova casa di riposo, 121 posti, costerà 15 milioni: 5.3 milioni arriveranno dalla Regione, 3.6 li mette l’Ipab e per il resto ci affideremo a un project financing“. Vale a dire: il privato che costruisce gestirà per un tot numero di anni la struttura per rientrare dalla spesa.
Anche in questo caso sono parole pesate: nel giro di un paio di mesi, sottolinea Variati, si avrà il progetto e “vedremo se ci andrà bene”. Attenzione: Variati amministratore è un preciso, diciamo anche un sofista con i numeri, contando su una laurea in matematica. Quindi, se parla così, il progettista passerà un esame che neanche Ricci Curbastro (che pure da Padova aiutò Einstein a elaborare la teoria della relatività, tanto è vero che Einstein venne a Padova nel 1922, volle incontrarlo e ringraziarlo di persona) era abituato a fare agli studenti di matematica, qualche generazione prima di Variati.
Tra gli immobili più pregiati nella lista vendite c’è Villa Rubini a San Pietro Intrigogna, talmente pregiata che ha un vincolo della Soprintendenza: valore 1.710.000. Un altro fabbricato in viale Verdi 30-38 a Vicenza è interamente affittato, con 2 negozi e 2 appartamenti, ed è stimato in 1.060.000 euro. Ovviamente si tratta di stime peritate da professionisti. C’è, come detto, il negozio a pochi metri da Rialto, piccolo ma di valore (126mila euro), un palazzo di 12 appartamenti in contrà San Domenico, vicino al conservatorio (650mila euro) e infine tra gli immobili di maggior valore, un fabbricato in contrà Busato, con 14 appartamenti e 3 negozi, valutato in 1.740.000.
Le offerte dovranno arrivare entro il 5 maggio e quindi nel giro di due mesi si conoscerà il destino di qusta offerta, che rappresenta una svolta non solo per l’Ipab, che ha vissuto periodi non semplici. Qualche anno fa – presidenza Angonese – si parlava di privatizzare Ipark proprio perché non c’erano fondi sufficienti in bilancio. Va detto che, rispetto al passato, le Ipab dopo parecchia fatica hanno venduto all’asta palazzo Serbelloni in contra Carpagnon (1.826.000 euro) e un altro immobile in viale Trento per 596 mila euro. Qualcosa si muove.
Questa presidenza ha scelto un’altra strada rispetto al passato. Resta sullo sfondo, allora come oggi, la necessità di una riforma delle Ipab, strada che appare come una delle sfide lanciate dalla nuova giunta Stefani in Regione. Frattanto, il presidente dell’Ipab vicentina, Achille Variati, si toglie un sassolino dalle scarpe, ricordando che non solo la riforma è attesa da decenni ma anche “che nel Pnrr non c’è un euro per le Ipab”. Insomma, la sveglia deve suonare per parecchi.
E il sindaco Possamai, presente all’illustrazione del progetto Ipab, può annotare nella sua agenda privata un’altra rotellina del suo ingranaggio che s’è messa a lavorare nella direzione di maggiore funzionalità del sistema città.