Agli Oscar Hollywood sceglie mamme e bambini, abbandona la polemica

Delusione per Chalamet e il suo ping pong. Oscar a Paul B. Jordan e a Paul Thomas Anderson: tre Oscar in un colpo solo dopo aver atteso una statuetta per 25 anni.Jessie Buckley premiata per il suo film su Shakespeare

Achille Campanile diceva “La fortuna viene dormendo, e chi si alza presto le taglia la strada”. E al Dolby Theatre di Los Angeles (che nel resto dell’anno è un banalissimo centro commerciale) lo hanno interpretato benissimo: hanno fatto le ore piccole, tagliando la strada al deja vu e presentando scelte inaspettate. La 98a edizione degli “Academy Award” ha riservato poche sorprese e ancor meno guizzi. In un clima di trumpismo senza limitismo, nemmeno Conan O’Brien, animale da late night, ha scelto di prendersela con l’attuale inquilino della Casa Bianca.

Paul Thomas Anderson: ha ottenuto un grande successso portandosi a casa tre statuette

Le stilettate più gustose le ha riservate a Timothee Chalamet, reo di aver definito, in una recente chiaccherara con Matthew McConaughey, il balletto e l’opera come “arti morenti”. “I jazzisti ce l’hanno con te perché si sono sentiti esclusi” ha detto O’Brien all’ex enfant prodige (a gennaio ha compiuto trent’anni) di Hollywood.

Che per un altro anno è rimasto a mani vuote. Nessuna statuetta per “Marty Supreme”, il film sul ping pong: Chalamet è stato battuto da Michael B Jordan e la sua doppia interpretazione in “I Peccatori”, storia vampiresca di un’America degli Anni 30 in piena segregazione. Se Chalamet è davvero l’erede di Leonardo Di Caprio, dovrà aspettare almeno altri 11 anni prima di stringere tra le mani l’ambita statuetta.

Jessie Buckley premiata per il suo film su Shakespeare. A mamme e bambini grandi applausi a Hollywood

E ancora Paul Thomas Anderson, che ieri sera ha vinto ben tre Oscar per “Una battaglia dopo l’altra” dopo non averne mai vinto uno in 25 anni di nomination. Standing ovation anche per l’irlandese Jessie Buckley, splendida nel ruolo della moglie di Shakespeare in “Hamnet”.

Alle madri – ieri era la festa della mamma nel Regno Unito – e ai bambini sono stati rivolti la maggior parte dei ringraziamenti e degli interventi. Uno sguardo di speranza verso il domani da parte di una Hollywood che abbandona il piglio polemico per puntare sulle prossime generazioni.