I vicentini aiutano concretamente il Cuamm di don Dante Carraro e, con un’importante donazione, finanziano l’allestimento medico del reparto neonatale nell’ospedale di Chiulo (si lege Sciulo) nel sud dell’Angola. Si tratta di un gruppo di vicentini, di cui l’avvocato Mario Calgaro è il coordinatore, che già in passato ha dimostrato sensibilità e vicinanza al lavoro dei Medici con l’Africa di don Dante, intervenendo tra l’altro a Wolisso, in Etiopia, e a Beria, in Mozambico, in altrettante sedi ospedaliere dell’associazione, che opera in otto Paesi dell’Africa Subsahariana.

Questa volta l’intervento più urgente è quello in Angola, (ex colonia portoghese) terra che vive una realtà a due velocità: il nord, ricco di diamanti e petrolio, è nel mirino di aziende minerarie, ma è ben lontano dalla vita misera del sud del Paese. Qui, invece, sono intervenuti i Medici con l’Africa del Cuamm, che da vent’anni ha preso in mano la gestione dell’ospedale di Chiulo, città che è il capoluogo della zona. L’ospedale ha 200 posti letto.
L’allarme giunge dalla difficoltà di far partorire le donne, o meglio le ragazze perché la maggior parte delle mamme ha un’età dai 18 (o anche più bassa) sino ai 23 anni. Il lavoro è iniziato molti anni fa con semplici motorette, scooter che servivano a portare le ragazze vicine al parto sino all’ospedale, o quel che lo rappresentava. Adesso s’è consolidato un servizio più articolato e professionale, così come l’ospedale ha una forma più solida e serve una zona da 250mila persone: i parti, da 700 che erano oltre 20 anni fa, sono diventati 2.200 all’anno. Oltretutto, i Medici con l’Africa organizzano corsi di educazione sessuale, spiegando l’uso del preservativo, che serve non solo alla precreazione controllata ma soprattutto a evitare il contagio da Hiv.

Con l’ospedale in Angola che ha assunto queste dimensioni, sono necessarie – di coneguenza – attrezzature adeguate. Qui è intervenuta a solidarietà del gruppo vicentino, che permetterà di allestire a Chiulo una sala neonatale. Contribuirà a mantenere il primato che ha visto nel 2025 nessuna mamma morire di parto.
Va aggiunto che l’obiettivo del Cuamm nei prossimi cinque anni è di assistere 500 mila mamme e avere 500mila bambini nati.

L’auorevolezza e gli interventi del Cuamm sono tali da essere diventato interlocutore del ministero della Cooperazione internazionale. Il dicastero s’è rivolto al Cuamm, infatti, per affidargli lo studio dell’intervento italiano in Mauritania, altra terra assai povera tranne nella fascia vicina al mare. La prima verifica tecnica delle esigenze della Mauritania toccherà anche al Cuamm: la Mauritania diverrà, quindi, il nono Stato d’intervento del Cuamm in Africa.