Isobel dai lunghi capelli, meraviglia dall’arpa al violino: e si laurea ingegnera chimica in Giapppone

Artista e ingegnere, come Brian May, Rowen Atkinson, Eddy Lamarr. Isobel Cordone ha 29 anni ed è una musicista professionista. Ma oltre alle note sta arrivando alla laurea magistrale in una disciplina ferrea.
Isobel Cordone, irlandese ma vicentina di residenza da otto anni. Musicista e ingegnere come volti famosi dello spettacolo. I suoi capelli hanno raggiunto i 110 centimentri, poi li ha appena appena tagliati

Artisti e ingegneri come lei. Oltre che chitarrista di Freddie Mercury, Brian May ha completato nel 2007 un dottorato in astrofisica all’Imperial college di Londra, studi che aveva interrotto dopo la laurea con lode in fisica nel 1971 per fondare i Queen. Rowan Atkinsons è il cominco inglese che con il suo “Mr. Bean” ha fatto ridere il mondo. Ma ha anche una laurea (e un master) in ingegneria elettronica all’università di Oxford. Eddy Lamarr, diva di Hollywod, definita “la più bella di tutti i tempi”, in realtà fu anche un’inventrice capace di anticipare ottantant’anni fa la tecnologia di trasmissisone del segnale a spettro espanso che purtroppo fu ignorata dalla Marina Usa, ma oggi è utilizzata nella telefonia e nelle reti wirelss, mentre Eddy è stata inserita nella Hall of fame degli ingegneri.

Questi riferimenti sono utili per capire la vita e le scelte di Isobel Cordone, 29 anni, irlandese di Dublino con cittadinanza anche italiana, vicentina di residenza, musicista raffinata che sta macinando testi ed esperimenti per ottenere la sua laurea magistrale in ingegneria chimica e dei materiali. Studia all’università di Nagoya, non esattamente dietro l’angolo, perché è la terza città del Giappone. Ci è arrivata perché ha vinto una borsa di studio del programma Ulisse, che premia cinque studenti di Padova (!) e assicura uno stipendio di 700 euro al mese (niente da scialare, specie con il costo della vita in Giappone) più un rimborso forfettario del viaggio. “Farò simulazioni computazionali dei materiali – così spiega Isobel la sua tesi – Specie con leghe e acciai”.

Paolo Cordone, padre di Isobel: è contitolare del negozio BABC (Be Ancient Be Cool) in piazza dei Signori

Ma com’è arrivata Isobel ad esprimersi ad alti livelli sia nella musica sia nella scienza? Questione di geni, sicuramente. E di geografie di vita. A Berlino, Paolo Cordone, nato a Milano e informatico, incontra Pamela Howard, irlandese, laureata in chimica industriale, statistica, biotecnologie. Vivono un anno e mezzo in Inghilterra, poi si spostano a Dublino, città in cui nasce Isobel e nella quale resteranno residenti sino al 2018.

Isobel studia violino da quando aveva tre anni: “La musica ha sempre avuto una parte rilevante nella mia vita”, commenta. Sa suonare tutto: violino, pianoforte, arpa, oboe, clavicemblo (“che ha preso il posto del piano quando ho scoperto la musica antica”).

Il diploma di violino barocco l’ha conseguito al “Pedrollo” di Vicenza. Già, e come è arrivata da Dublino a Vicenza? Merito della nonna, della zia Gabriella, sorella del papà, e della sua amica Sonia che vivono a S. Michele al Tagliamento. Sonia insegna a Latisana ed è amica di Fabio Missaggia, vicentino, celebre concertista e professore al “Pedrollo”. Insomma, a 12 anni la nonna le fa conoscere questi due musicisti ed è giocoforza trasferirsi a Vicenza.

I musicisti di “Intarsio armonico”, dicui fa parte Isobel, scherzano fra loro. Isobel suona anche con il gruppo belga Terranova Collective, ed è diretta anche da Andrea Marcon, trevigiano

L’arpa, che adesso assorbe molte sue energie, l’ha incrociata a sette anni durante una tournée a Barcellona e ne rimase colpita: “Mi ero iscritta al conservatorio per l’arpa, ma prevalsero i dubbi della mamma: finisci la scuola elementare, poi vedremo. E se dopo l’arpa te la dimentichi?” “Non è accaduto – commenta adesso. Ho conseguito prima il diploma e poi la laurea in violino barocco, per gli altri due strumenti solo il diploma”. Scusate se è poco, commenterebbe Totò. Con il violino s’è esibita in centinia di concerti, da sola, con Frau Musika e con il suo gruppo Intarsio armonico mentre con l’arpa in relativamente poche occasioni.

Isobel Cordone ha 29 anni e ora sta lavorando alla sua tesi di laurea magistrale in Giappone

Figura delicata, quella di Isobel, dal sorriso gemtile, molto composta e dalla figura minuta. Riesce comunque a dominare quello strumentone che è l’arpa, che sembra cadere addosso a ogni musicista: “Mi piacciono molto la poesia e il teatro, Oscar Wilde e l’Haiku, specie per la forma. Meno lo sport, neanche la tv mi interessa, piuttosto mi appassionano i videogiochi, le consolle Nintendo, i fumetti, le illustrazioni”.

Una caratteristica che colpisce sono i suoi bellissimi capelli, arrivati alla sorpredente lunghezza di 110 centimetri: “Non è che li ho cercati, è casuale. Li ho lasciati crescere e poi, una volta lunghi, dispiace tagliarli”.

Ma all’ingegneria chimica come è finita? Nel labirinto di università, conservatori, diplomi e lauree in cui solo lei riesce a districarsi, s’avvicinata anche a ingegneria informatica, con il segreto obiettivo di misurarsi sullo stesso campo del papà. “Un amico me la sconsigliò. Troppo complicata”. E per non complicarsi la vita ha scelto ingegneria chimica e dei materiali. Lei è severa? “Quando voglio, sì. Lo sono soprattutto verso me stessa. La verità è che mi piacciono tante cose, il che porta via tanto tempo. Per il momento sono musicista per lavoro e ingegnera per passione”.

Come vede il problema delle facoltà universitarie scientifiche poco frequentate dalle ragazze? “Si stanno superando le difficoltà dell’ostracismo delle famiglie – risponde – Nel nostro caso il 60% degli iscritti sono maschi e il 40% femmine. Certo se vai a ingegneria meccanica, le percentuali sono differenti. C’è ancora lavoro da fare, questo è indubbio”.

I pezzi di musica che le piaccioni di più? “Il secondo concerto di Bartòk per violino, la fantasia di Louis Spohr, la seconda sonata di Prokofief”.