Sono stati pubblicati nei giorni scorsi i dati contenuti nella prima relazione sul
settore dei giochi pubblici 2025, trasmessa alle Camere dal ministero
dell’Economia sulla base dei dati ADM. Così, finalmente, emerge un quadro nazionale chiaro e completo.

I numeri confermano la dimensione del fenomeno.
Nel 2025, in Italia il volume complessivo del gioco d’azzardo ha raggiunto circa
180 miliardi di euro.
A Vicenza: oltre 252 milioni di euro giocati, circa 40 milioni di perdite reali,
più di 110 mila euro al giorno bruciati.
“Non si tratta più di un fenomeno marginale, ma di una presenza diffusa e
quotidiana – spiega il consigliere comunale Raffaele Colombara che da anni si batte contro il gioco d’azzardo – progressivamente normalizzata nella vita sociale.

La vera novità: l’azzardo entra nei telefoni dei giovani
Dai dati ufficiali, infatti, emerge con forza un cambiamento profondo: la crescita del gioco
online tra i più giovani.
Nella fascia tra i 18 e i 34 anni si contano oltre 8 milioni di conti gioco attivi, segno di un utilizzo diffuso e continuativo, spesso su più piattaforme.
Frequenza delle ricariche online: A livello nazionale, nel 2025 sono state
effettuate 338 milioni di operazioni di ricarica (circa 13,2 miliardi di euro
totali), con una ricarica media mensile per conto di circa 39 euro, a dimostrazione
di quanto l’uso del dispositivo mobile per il gioco sia diventato sistematico
Non è più il modello tradizionale del gioco occasionale.
È un sistema sempre accessibile, integrato nei dispositivi personali, alimentato da
social media e scommesse sportive.
L’azzardo non è più un luogo: è diventato un ambiente digitale
permanente.
Ed è proprio questa trasformazione ad aumentare il rischio di dipendenza,
soprattutto tra le nuove generazioni.
“Non siamo di fronte a un’emergenza improvvisa – dichiara Raffaele Colombara,
consigliere comunale e referente di Avviso Pubblico – ma a un fenomeno che negli
ultimi dieci anni si è normalizzato. Oggi il gioco entra nella quotidianità, diventa
invisibile e per questo ancora più pericoloso.”
Negli ultimi anni, proprio i Comuni e le Regioni hanno rappresentato il principale
argine, attraverso regolamenti, limitazioni orarie, distanziometri e iniziative di
prevenzione.
“Per questo preoccupa la direzione che si sta delineando a livello nazionale. La
proposta di riconoscere alle Regioni una quota del gettito derivante dal gioco
d’azzardo rappresenta un cambio di paradigma pericoloso.”
“Si rischia di trasformare le istituzioni che dovrebbero contrastare il fenomeno in
soggetti che ne traggono beneficio economico. In altre parole, si baratta la tutela
della salute pubblica con il silenzio, indebolendo la prevenzione e la capacità di
intervento dei territori.”
Tre le criticità evidenziate:
il gioco d’azzardo non sta diminuendo, ma si espande e cambia forma;
il coinvolgimento dei giovani cresce, soprattutto attraverso il digitale;
lo Stato rischia una contraddizione tra tutela della salute e interesse fiscale.
“Vicenza – conclude Colombara – ha costruito negli anni una storia importante di
contrasto al gioco d’azzardo, con scelte amministrative e iniziative sociali
riconosciute anche a livello nazionale. Un impegno che continueremo a portare
avanti, proprio mentre il rischio più grande è quello della normalizzazione e
dell’assuefazione.”