Tra Montebello e Gambellara vini prodotti con molto cervello da 10 Cantine. Il piano enoturistico

Nasce “Identità basaltiche” una nuova associazione per promuovere il territorio e il vino fra Gambellara e Montebello. Il simbolo sembra un cervello e ce n’è bisogno perché servono nuove strade ed energie nel settore
La durella, una delle due uve, assieme alla garganega, che sono prodotte tra Montebello e Gambellara

Il cervello dell’uomo, inteso come sapiens, ha 86 miliardi di neuroni e possiede da 100 trilioni (cioé 100 alla 14esima potenza) a 1 quadrilione (vuol dire 10 alla ventiquattresima potenza) di sinapsi che collegano i neuroni. Se ci mettessimo a contare una sinapsi al secondo, servirebbero 30 milioni di anni per contarle tutte. Saremmo qui a contare mentre ci intirizziamo con la prossima glaciazione, mentre Venezia è già sott’acqua da un bel pezzo e chissà quale sarà l’animale dominante, magari un mollusco (non sottovalutate i polpi, sono intelligentissimi).

In realtà queste cifre esprimono il potenziale che possiede quel chilo e 4 etti di cervello che portiamo in dote dall’evoluzione, quello che faceva spiegare al fisico Stephen Hawking ciò che siamo: “Una razza avanzata di scimmie su un pianeta minore di una stella ordinaria. Ma possiamo comprendere l’universo. E questo ci rende molto speciali”.

Il marchio inventato per la nuova associazione: un’Opera aperta la chiamerebbe Umberto Eco

Assai speciali sono anche i vignaioli che hanno deciso di riunirsi in un’associazione battezzata Identità basaltiche, che sembra il titolo di un programma di Angela jr. o di Mario Tozzi, che infatti è pure geologo. In realtà le sullodate cantine desiderano dare impulso alle potenzialità del loro territorio, che si fonda sui vulcani di un tempo e quindi sul basalto, dal quale sgorgano Durella e Garganega. Oddio, non proprio come Aronne che tocca il terreno con la sua bacchetta e fa sprizzare potente una fonte d’acqua. Diciamo che i produttori hanno compreso il loro universo – da Gambellara a Montebello – e hanno cercato nuove idee per farlo conoscere e questo li rende, appunto, speciali. Hanno fatto funzionare il cervello, in altre parole.

Il marchio “Identità Basaltiche” rappresenta la fusione tra territorio vulcanico, vigneti e percorsi enoturistici – spiegano gli autori – Le forme richiamano la materia basaltica, mentre la linea dorata rappresenta il percorso che connette le dieci cantine del progetto.

Il simbolo dell’associazione “Identità basaltiche”: identico allo schema cerebrale umano

Sarà, ma per chi scrive sembra proprio lo schema di un cervello fatto e finito. E quanto ci sia bisogno di materia grigia – le piccole cellule grigie, comele le chiamava Poirot che grazie a loro è diventato protagonista di 33 romanzi – per innovare produzione, distribuzione e vendita di vino è fin troppo evidente. Loro ce la mettono tutta per cercare nuove strade e per questo vanno lodati, perché a dormire sugli allori (se ci sono) sono capaci tutti. E di questi tempi, l’alloro scarseggia, con molto vino che si fatica a vendere. Per esplorare il marketing, enoturismo compreso, servono coraggio, strategia ed energie. E anche di queste ultime ce ne sono parecchie, visto che nella foto ufficiale su 16 produttori, 10 sono donne e 6 sono umini. Per carità, sarà un caso (come l’esempio di sopra) ma le coincidenze non esistono, come insegna Leroy Jethro Gibbs in Ncis. (Regola 39 per gli esperti).

I produttori delle 10 Cantine che fanno parte dell’associazione “Identità basaltiche”. Come si vede la presenza femminile è predominante

Dell’associazione fanno parte Casa Cecchin, Cavazza, Corte Capitelli, Cortenera, Dal Maso, Menti, Sordato, Tenuta Maule, Tonello e Volcanalia. Durante la presentazione, sono stati approfonditi molti temi: l’origine geologica del territorio vulcanico; il paesaggio tra pergole e terrazzamenti; le denominazioni e i vitigni identitari come Garganega e Durella; il ruolo dell’enoturismo nella valorizzazione territoriale; le due anime del progetto: il percorso naturalistico permanente e gli eventi Selvaticamente; la nascita dell’identità visiva e del brand “Identità Basaltiche”.

La cava di basalto di Gambellara, una miniera a cielo aperto che racconta il territorio e quindi il vino prodotto nella zona

I temi sono stati illustrati da Nicola Dal Maso (celebre titolare della Cantina Dal Maso), Giovanni Ponchia (noto direttore del Consorzio tutela vini doc Colli Berici e Vicenza e consorzio Vini Gambellara); Nicola Menti (enologo e titolare della Cantina Menti); Valentina Marchesini (promotrice del progetto e titolare della cantina Corte Capitelli), Camilla Balbo (enologa della cantina Volcanalia), Alessandro Rigodanzo (Agenzia Smash Creative Studio).

Cuore operativo del progetto – spiega una nota – sarà una mappa esperienziale che guiderà i visitatori attraverso quattro anelli percorribili a piedi, in bici o in auto, tra vigneti, boschi e punti panoramici delle colline vicentine.

“Selvaticamente” è un evento diffuso dedicato alle cantine aperte e all’esperienza immersiva nel territorio.