“Gestione radicalmente rinnovata”. “Ridisegnata la gestione del patrimonio mobiliare e immobiliare”. “Più efficienze delle risorse umane e strumentali”. “Rimesso al centro il CdA, potenziata la comunicazione interna ed esterna”. Sono le parole d’ordine del bilancio di metà mandato della Fondazione Roi, illustrato dal CdA, con la presidente Francesca Lazzari, il vice Beppe Nardin, i consiglieri Antonio Vesco, Alvise Rossi di Schio e la direttrice dei musei, Valeria Cafà, membro di diritto.

Disponibilità. Per comprendere l’ottimo stato di salute della fondazione, basta guardare un po’ i numeri. Il patrimonio libero, cioé liberamente utilizzabile, senza vincoli, era zero (dicesi zero) nel 2021, di 60mila euro nel 2022, di 415mila euro nel 2024 e di 683mila euro nel 2025, aumentato di oltre il 50% rispetto all’anno precedente.
Avanzo di 1 milione. Secondo la ricetta “non intaccare il patrimonio, ma consolidarlo”, l’avanzo sulle rendite finanziarie e immobiliari arriva a oltre 1 milione di euro, tre volte di più rispetto al 2024 (quando era di 333mila euro). Ha spiegato Vesco di aver spostato gli investimenti da fondi a cedolare, svincolando quindi gli introiti dai tempi di attesa: oggi il 20% del patrimonio finanziario è in azioni e l’80% in titoli assicurativi.

Musei civici. I musei, com’è nello statuto, sono il principale obiettivo da finanziare. Nel 2023 mezzo milione di euro è servito a finanziare la nuova ala Roi di palazzo Chiericati. L’anno scorso è stata realizzata la nuova aula didattica e riallestite le sale nord. In prospettiva, tra l’anno scorso e questo 2026, un altro mezzo milione di euro è stato destinato a realizzare i nuovi depositi di palazzo Chiericati. Da aggiungere a questi finanziamenti anche quelli per l’illuminotecnica di palazzo Thiene.
Cinema Odeon. Centomila euro sono stati destinati per il restauro della galleria d’ingresso del cinema Odeon, di proprietà comunale.
Sostegni culturali. Tramite il bando annuale, introdotto nel 2024, nel 2025 sono stati erogati 240mila euro a sostegno di proposte culturali di enti e associazioni vicentine.

Fondi 2026. La fondazione ha già potuto erogare nel 2026 quasi 638 mila euro “finanziando gli interventi interamente tramite le rendite, senza intaccare le riserve o il valore delpatrimonio. Un risultato che segna una discontinuità con il passato”. A neanche metà anno siamo a quasi il 15% in più dei fondi concessi rispetto all’anno precedente, con 81 progetti finanziati e 55 percettori. In tutto il 2025 i finanziamenti sono stati 563mila euro, per 43 progetti e 26 percettori.
Patrimonio. Quello mobiliare vale 43 milioni di euro, quello immobiliare 26. Di quest’ultimo fanno parte l’immobile a San Marco a Vicenza (12 appartamenti) e un altro a Roma (altri 12 appartamenti) più due unità artigianali. Su tutto il patrimonio immobiliare si punta a realizzare una ricognizione per conoscere esattamente in dettaglio la sua consistenza.