Addio a Carlo “Carlin” Petrini, l’uomo che ha cambiato il nostro mododi mangiare e di pensare al cibo. È mancato – come riporta la Gazzetta di Alba, riprendendo una nota di Slow Food che ha dato notizia della scomparsa – nella sua casa di Bra. Petrini aveva 76 anni. Fondò nel 1986 Slow Food per promuovere il diritto al piacere e a un cibo buono, pulito e giusto per tutte e tutti. Il titolo del suo libro, che riprendeva questi tre concetti, è diventato la bandiera della consapeovlezza gastronomica e culturale, della sostemibilitò vent’anni prima che diventasse una preoccupazione diffusa.
Dalla sua grande capacità di visione e dall’amore per il bene comune, per le relazioni tra gli esseri umani, per la natura e la biodiversità sono nati anche “Terra madre”, rete internazionale fondata nel 2004, e l’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo (2004).

È stato, inoltre, co-fondatore delle Comunità Laudato sì (2017), ispirate all’enciclica di papa Francesco.
Petrini è stato diverse volte a Vicenza. Nella foto, è assieme a me e a Mauro Pasquali, responsabile regionale di Slow Food, nel 2011.