Educazione sessuo-affettiva, un passo indietro per la scuola e per le nuove generazioni. È il giudizio di Benedetta Ghiotto, consigliera comunale dei Civici, e di Camilla Gasparini, referente di “è il momento”
“L’approvazione del provvedimento voluto dal ministro Giuseppe Valditara sull’educazione sessuo-affettiva – spiega una nota – rappresenta un esempio di immobilismo culturale che rischia di privare ragazze e ragazzi di strumenti fondamentali per comprendere sé stessi, le proprie emozioni e le relazioni con gli altri”.

“Educare alla sessualità e all’affettività non significa imporre modelli, ma fornire conoscenze e strumenti per costruire relazioni sane e rispettose. Significa educare al consenso, al rispetto delle differenze e alla parità tra donne e uomini. Per questo è anche uno strumento essenziale di prevenzione della violenza di genere, perché interviene sulle radici culturali di discriminazioni, stereotipi e comportamenti abusanti”.
“Ancora una volta il governo centrale rinuncia a svolgere il proprio ruolo di indirizzo e
coordinamento, lasciando che siano l’iniziativa delle associazioni, l’impegno delle amministrazioni più sensibili e l’autonomia delle scuole attraverso il PTOF a garantire questi percorsi. Una scelta che produce disuguaglianze territoriali e sociali impedendo la costruzione di standard educativi condivisi a livello nazionale”.