Obiettivo recuperare i Boccalotti: lanciata una sottoscrizione da Ipab. Traguardo 133mila euro

Un’immagine dell’oratorio vicino alla chiesa di San Pietro: può essere, una volta recuperato, un luogo a servizio della città e anche degli anziani delle Rsa dell’Ipab

Riusciranno i vicentini a finanziare il recupero del quattrocentesco oratorio dei Boccalotti vicino alla chiesa di San Pietro a Vicenza? L’Ipab, che ha lanciato una raccolta fondi con questo obiettivo, si augura ovviamente di sì. Ma ha varie ragioni di speranza. Per ora ha messo in moto la macchina organizzativa e burocratica, il che non è poco: ha completato il progetto di restauro conservativo dell’edificio a cura dell’architetto Angela Blandini (che forma con il marito – ingegnere e architetto – Gabriele Zorzetto lo studio Vetera, specializzato in interventi sul patrimonio culturale), ha fatto approvare l’intervento dalla Soprintendenza e ha attivato – per un primo stralcio da 133 mila euro – la scheda Art Bonus che consentirà a tutti, dai cittadini alle imprese, di contribuire alla raccolta delle risorse godendo di un credito d’imposta del 65 per cento di quanto versato.

Da destra il presidente dell’Ipab, Variati, la direttrice Annalisa Bergozza e il sindaco Possamai

L’Ipab di Achille Variati, proprietaria dell’oratorio, dimostra di credere davvero in questa iniziativa. E c’è da augurarsi che vada a buon fine, perché non è la prima volta che si cerca di salvare l’oratorio: ci provò anche Ermanno Angonese cinque anni fa senza successo. Del resto, l’Ipab ha un bilancio che già fatica a sostenere gli istituti per gli anziani, l’unica via è appunto di ricorrere alla generosità pubblica.

L’architetta Angela Blandini e il marito Gabriele Zorzetto, ingegnere e architetto. Formano lo studio “Vetera” di Vicenza. L’architetta ha firmato il progetto, ultimo di una serie dello studio attivo dal 2004

Che a Vicenza non manca, se è vero – come autorevolmente scritto da Valentino Gonzato su Il Giornale di Vicenza – che in 15 anni i depositi nei conti correnti dei vicentini sono quasi raddoppiati: da 16 a 31 miliardi depositati nelle banche. Fonte: Banca d’Italia. È vero che il riferimento è provinciale, ma è altrettanto vero che il trend è omogeneo in tutto il Vicentino, capoluogo compreso.

Roberto “Bobo” Morello s’è esibito con l’allora Folk studio 3, che diventerà l’Anonima Magnagati, a San Pietro nella sala grande della Casa della dottrina, accanto all’oratorio dei Boccalotti. Questa è la copertina del primo disco dell’Anonima, “Strasse, ossi e fero vecio” del 1973

All’oratorio, aperto eccezionalmente, presidente e direttrice dell’Ipab, cioé Achille Variati e Annalisa Bergozza, assieme al sindaco Giacomo Possamai e ai due architetti hanno presentato l’iniziativa, che richiede complessivamente 300 mila euro. Una prima tranche, destinata a rifare il tetto, dev’essere finanziata con 133 mila euro. Questo è il primo traguardo da raggiungere. Il sindaco s’è detto ottimista per una buona ragione: “Abbiamo già sperimentato con successo un percorso analogo nel recupero delle facciate del teatro Olimpico, grazie alla collaborazione tra Società del Quartetto, Accademia Olimpica, aziende e cittadini. Una risposta straordinaria che dimostra quanto la città sappia mobilitarsi quando si tratta di tutelare il proprio patrimonio”.

Michele Limongelli, in un’immagine dal profilo Facebook del fratello Andrea, era un grande chitarrista e persona di rara simpatia. Anche lui faceva parte dei giovnai artisti che si esibivano a San Pietro nella Casa della dottrina. Purtroppo è mancato assai giovane in un incidente

L’oratorio dei Boccalotti è un pezzo di storia per molti giovani, oggi con i capelli bianchi, degli anni Sessanta e Settanta. La parrocchia di San Pietro, del resto, era una delle poche e molto popolari in città, nel senso di vasta e frequentata. Era un oratorio in senso stretto, perché ospitava le messe dei giovani con don Franceso Strazzari, cappellano di San Pietro con mons. Adriano Masetto parroco. Era appena passato il concilio e il fermento di rinnovamento anche ecclesiale era assai diffuso.

Da una porta dell’oratorio si accedeva alla sala grande della Casa della dottrina, che oltre alle funzioni catechistiche per una valanga di bambini e giovani che oggi non esiste più, offriva spazio per le performance musicali e artistiche di giovani virtuosi: da Bobo Morello, leader della Anonima Magnagati quando si chiamava ancora Folk Studio 3, all’indimenticato Michele Limongelli, chitarrista eccelso e persona di grande simpatia e ironia, purtroppo mancato in giovane età in un incidente stradale. Era l’epoca del beat, dei cantautori, del rock che si riverberava anche a Vicenza.