La Rigoni di Asiago ha deciso di sostenere il restauro del mosaico romano, datato nel quinto secolo dopo Cristo, ampio novanta metri, ritrovato in piazza Biade nel 1881 oggi custodito al museo archeologico naturalistico di Santa Corona. È una decisione importante per molti motivi. Prima di tutto perché è la prima volta dal 1991, cioé da quando esiste il museo, che il mosaico è sottoposto a un restauro, che significa soprattutto pulirlo dalla polvere e da tutto ciò che s’è depositato in 35 anni. Il mosaico, che riproduce una scena di caccia mitologica, è il più importante reperto della Vicenza romana che è giunto sino a noi. È importante, spiegano gli studiosi, perché il quinto secolo è quello della caduta dell’impero romano d’occidente: se esistevano case romane patrizie che potevano permettersi questi mosaici, significa che a Vicenza non tutto era crollato con Romolo Augustolo.

La restauratrice, Patriza Toson, ha effettuato alcuni saggi e l’effetto naturalmente colpisce molto. Un po’ come gli affreschi di Michelangelo alla Cappella Sistina, prima e dopo il restauro, che svelarono colori impensati. Il restauro, secondo motivo di interesse, sarà in diretta, con una telecamera che riprenderà il lavoro: tutti potranno accedere alle sue immagini. Terzo aspetto: il lavoro comincia subito e si conta di completarlo entri gennaio – febbraio.

Patrizia Toson, di Camposampiero, ha all’attivo numerosi lavori anche al museo archeologico di Venezia. Basta dare un’occhiata al sito del museo per rendersene conto.

Il lavoro è stato presentato dal sindaco Possamai, dall’assessora Ilaria Fantin, dalla direttrice dei musei Valeria Cafà, dalla conservatrice Valentina Donadel, dalla funzionaria dei musei Chiara Signorini e per l’azienda naturalmente Andrea Rigoni e dall’ad Cristina Rigoni. Andrea Rigoni è presidente dell’azienda che da undici anni prosegue con la sua presenza in campo culturale, a sostenere importanti interventi. Il progetto l’ha battezzato “La natura nel cuore di…”, che si rifà al claim aziendale “Nel cuore nella natura, la natura nel cuore”. Com’è noto, la Riogni produce confetture, grazie alle sue coltivazioni in Bulgaria ma è anche molto famosa per la sua Nocciolata. La direzione è ad Asiago, uno stabilimento si trova a Foza e l’altro ad Albaredo d’Adige nel Veronese.

La sponsorizzazione dei restauri di beni culturali è iniziata con l’importante intervento di recupero dell’Atrio dei Gesuiti (l’entrata storica del prestigioso palazzo di Brera a Milano) quindi nel 2016/2017 è giunto il restauro dell’originale della statua di San Teodoro (il primo patrono di Venezia) sopra una delle due colonne davanti a palazzo Ducale a Venezia; nel 2018 con il restauro della fontana “Venezia sposa il mare” nel cortile di palazzo Venezia a Roma; nel 2019 con il restauro della Chiesa rupestre di San Giovanni in Monterrone a Matera; nel 2020 con i dipinti delle lunette lato est ed angolo sud del chiostro grande di Santa Maria Novella a Firenze; nel 2021/2022 a Bergamo, con il restauro della fontana Contarini in piazza Vecchia, a Napoli con il restauro della Fontana in porfido rosso al Mann e ad Ascoli con il “Primo trittico di Valle Castellana” di Carlo Crivelli alla pinacoteca civica di Ascoli Piceno nel 2025.
Gli interventi della Rigoni (questo di Vicenza è finanziato per 24.500 euro) sono condotti da sempre in collaborazione con l’azienda Fondaco, presieduta da Enrico Bressan, presente all’incontro. Fondata nel 2004, Fondaco offre servizi di consulenza per aiutare le imprese a sviluppare una strategia di comunicazione efficace e mirata tramite i valori dell’arte e della cultura.