Fratelli d’Italia – annuncia una nota – porterà in Consiglio comunale una mozione dedicata alla sicurezza urbana e al sostegno delle attività commerciali, con al centro la proposta di un “bonus sicurezza”: un contributo comunale rivolto agli esercenti che scelgono di dotarsi di impianti e dispositivi di protezione contro furti, rapine e atti vandalici.

«Vogliamo che anche Vicenza si doti di uno strumento concreto a favore di chi tiene aperta una saracinesca ogni giorno – dichiara Alessandro Benigno, presidente cittadino di Fratelli d’Italia – Altre città lo hanno già fatto: penso a Bergamo, guidata da una giunta di centrosinistra, che ha stanziato 60mila euro a fondo perduto a beneficio delle attività che installano sistemi di protezione. Questo dimostra che sulla sicurezza non esistono steccati ideologici: quando si lavora per il bene dei cittadini, le buone idee vanno adottate, da chiunque arrivino».
Sul fronte delle coperture, Benigno non ha dubbi: «Le risorse ci sono, è questione di priorità. Il Comune destina ogni anno 50mila euro a figure come i facilitatori dei consigli di quartiere: crediamo che quelle risorse possano essere impiegate in modo più utile, a difesa diretta di commercianti, lavoratori e clienti, con strumenti di deterrenza che contribuirebbero a migliorare la vita di tutti i cittadini. Dove c’è volontà politica, i soldi si trovano».
La mozione chiederà inoltre al sindaco e alla giunta di attivarsi in tutte le sedi istituzionali competenti per dare nuovo impulso a un accordo per la sicurezza integrata sottoscritto per la città, rilanciandone con decisione l’attuazione. Secondo Fratelli d’Italia, particolare attenzione potrebbe essere dedicata al ruolo degli istituti di vigilanza privata, nel solco del protocollo nazionale “Mille occhi sulle città”, siglato nel 2010 tra Viminale, ANCI e le associazioni di categoria del settore.

«La sicurezza è un diritto fondamentale e va garantita attraverso una collaborazione a più livelli tra Stato, enti locali e privati, ciascuno secondo le proprie competenze – prosegue Benigno –. Fermo restando che il presidio della legalità spetta e spetterà sempre alle forze dell’ordine, il Comune deve fare la propria parte nella lotta al degrado, che è il substrato dell’insicurezza: proponiamo incentivi, anche attraverso la leva fiscale comunale, per chi assume personale di vigilanza destinato a presidiare negozi, locali, trasporto pubblico, strutture sanitarie, scuole e luoghi ad alta frequentazione, con verifiche periodiche di affidabilità sotto la supervisione della Prefettura».
Benigno guarda con favore all’ipotesi di un nuovo provvedimento sulla sicurezza da parte del Governo Meloni: «Il Consiglio dei ministri starebbe valutando un ddl che prevede un’ulteriore stretta, definita “anti-maranza”, con la quale verrebbe estesa anche alla polizia locale – in determinate circostanze – la possibilità di effettuare il fermo preventivo. Una risposta concreta a un problema contingente».