Il finto carabiniere truffa due anziani per 50mila euro. Quello vero lo arresta

Pur libero dal servizio, il comandante della stazione di Vicenza, luogotenete Massimiliano Battocchio, ha ricevuto una segnalazione ed è intervenuto. Supportato dai colleghi ha raggiunto il truffatore che era scappato l’ha rrestato e recuperato il bottino

Si è conclusa – spiega una nota dei carabinieri di Vicenza – con l’arresto di un presunto truffatore e il recupero dell’intera refurtiva l’operazione condotta dai carabinieri della stazione di Vicenza, supportati dai militari della sezione operativa del Nucleo operativo e radiomobile. L’uomo è stato arrestato in flagranza di reato con l’accusa di truffa aggravata e resistenza a pubblico ufficiale.

Determinante è stato l’intervento del comandante della stazione di Vicenza (si tratta del luogotenente Massimiliano Battochio, nda) che, pur trovandosi libero dal servizio, ha ricevuto una segnalazione riguardante una presunta truffa in atto perpetrata da un individuo che si spacciava per appartenente all’Arma dei Carabinieri. Raggiunta la zona indicata e qualificatosi, il militare ha tentato di identificare il sospettato che, per guadagnarsi la fuga, lo ha spintonato dandosi immediatamente alla corsa.

L’immediata richiesta di supporto – prosegue la nota – ha consentito ai militari della sezione operativa di intervenire tempestivamente. Grazie anche alle indicazioni fornite da due giovani centauri, che hanno segnalato la direzione di fuga dell’autore, i militari, al termine di un breve inseguimento, sono riusciti a raggiungerlo e bloccarlo. Nel corso delle concitate fasi dell’intervento veniva recuperata parte dei preziosi dei quali si era appena impossessato, mentre la successiva perquisizione personale consentiva di rinvenire ulteriori gioielli e monili occultati all’interno degli indumenti.

Il luogotenente Massimiliano Battocchio, comandante della stazione di Vicenza, in un’immagine d’archivio

Il bottino, del valore di circa 50.000 euro, era stato sottratto poco prima a una coppia di coniugi rimasta vittima della cosiddetta “truffa del falso carabiniere”, una tecnica criminale che continua a colpire soprattutto persone anziane o particolarmente vulnerabili.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, le vittime erano state contattate telefonicamente da sedicenti appartenenti all’Arma, i quali avevano riferito di una presunta rapina durante la quale sarebbero stati rinvenuti documenti d’identità riconducibili ai coniugi, prospettando un loro possibile coinvolgimento nell’indagine. Con il pretesto di dover effettuare urgenti accertamenti disposti dall’autorità giudiziaria, i truffatori le avevano quindi indotte a consegnare tutti gli oggetti preziosi custoditi in casa.

Poco dopo – conclude la nota – un uomo si era presentato presso l’abitazione qualificandosi come incaricato della Procura della Repubblica, riuscendo così a farsi consegnare gioielli e monili prima di allontanarsi con la refurtiva. Grazie al tempestivo intervento dei Carabinieri, l’intera refurtiva è stata recuperata e sarà restituita ai legittimi proprietari, evitando alle vittime un grave danno economico e affettivo.