Meloni premia il pizzaiolo Simone Padoan come “Maestro dell’arte e della cucina italia”

A Padoan viene riconosciuto un percorso che ha segnato profondamente l’evoluzione della pizza contemporanea. Fin dagli anni Novanta, nel suo “I Tigli” di San Bonifacio, ha sviluppato una visione che ha ridefinito il linguaggio della pizza.

Simone Padoan, fondatore e maestro pizzaiolo de I Tigli di San Bonifacio, è stato insignito del titolo di Maestro dell’Arte della Cucina Italiana nella categoria Arte della Pizza Italiana, il prestigioso riconoscimento istituito dal Ministero dell’Agricoltura per celebrare le personalità che, con il proprio lavoro, hanno contribuito a valorizzare e promuovere il patrimonio gastronomico del nostro Paese.

Una pizza de “I Tigli” il celebre locale a San Bonifacio di Simone Padoan

La cerimonia si è svolta oggi a palazzo Chigi, alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida.

Con questo conferimento, Simone Padoan vede riconosciuto un percorso che ha segnato profondamente l’evoluzione della pizza contemporanea. Fin dagli anni Novanta, attraverso I Tigli, ha sviluppato una visione pionieristica capace di ridefinire il linguaggio della pizza, ponendo al centro la ricerca sugli impasti, la selezione rigorosa delle materie prime, il dialogo con il mondo dell’alta cucina e una continua tensione verso l’innovazione. Un approccio che ha contribuito ad ampliare i confini culturali della pizza italiana, influenzando il lavoro di un’intera generazione di professionisti.

Simone Padoan premiato da Giorgia Meloni, presidente del Consiglio dei ministri

Ha commentato Padoan: “Ricevere il titolo di Maestro dell’Arte della Cucina Italiana è per me un onore immenso. Accolgo questo riconoscimento con profonda gratitudine ed emozione, perché rappresenta non solo il mio percorso, ma quello di tutte le persone che in questi anni hanno condiviso con me passione, ricerca e desiderio di migliorarsi ogni giorno. La pizza è un prodotto straordinario e sono orgoglioso di aver contribuito, nel mio piccolo, alla sua evoluzione. Questo premio è uno stimolo a continuare a studiare, sperimentare e valorizzare l’enorme patrimonio della cucina italiana.”