Fuori tutti dall’Olimpico. L’extra omnes scatterà a fine novembre 2027 e durerà un anno, mentre il monumento diverrà un cantiere. Il ministero della Cultura spenderà 1 milione e 745 mila euro per interventi antisismici e il restauro del complesso (specie le murature) e del tetto. “Ci rinnoviamo per altri 500 anni” è il claim (una volta si sarebbe detto slogan, ma adesso va di moda così) scovato dal municipio per annunciare la chiusura del teatro. Nemmeno i turisti potranno visitarlo: la chiusura sarà completa e ricorda quelal della metà degli anni Ottanta, quando Jaean Michel Folon festeggerà la riapertura del 1987 con il suo celebre manifesto.
L’extra omnes è una faccenda seria. Basti pensare che nel 2025 sono stati 150 gli eventi ospitati dal teatro palladiano con 170mila presenze. Riuscire a deviare spettacoli, stagioni e concerti non è un’impresa semplice. Il che spiega perché l’annuncio è arrivato quasi un anno e mezzo prima: il Comune e le associazioni avranno tempo per studiare come allestire le diverse attività.

Sul palco dell’antico teatro hanno annunciato la chiusura il sindaco Possamai, l’assessora alla cultura Ilaria Fantin e il collega ai lavori pubblici Cristiano Spiller. “È l’ultimo dei grandi interventi sui monumenti palladiani di nostra proprietùà – ha sintetizzato il sindaco, ponendosi in una prospettiva storica – La Basilica ha avuto il suo, adesso concludiamo con l’Olimpico. È un’enorme gioia chiudere l’Olimpico perché abbiamo la possibilità di riaprirlo”. In condizioni migliori, ovviamente.
“Quella delle scene è la parte più critica sulla quale bisogna intervenire – ha ricordato l’assessore Spiller – mentre non sono previsti interventi sulla copertura di Odeo e antiodeo”. Spiller ha aggiunto che il Comune spenderà altri 250 mila euro per installare le telecamere, in funzione h24, con l’obiettivo di prevenire incendi, mentre in questi tre anni altri lavori sono stati completati, in particolare di rinforzo del palcoscenico.