Tonello: “Rucco sbaglia, sulla Tav a est è stato il Comune a chiamare in causa il ministero”

“Il Comune ha tirato in ballo il ministero alla Cultura per tutelare una città con il marchio Unesco, in quanto Il ministero delle Infrastrutture ha indicato come ipotesi migliore quella dello scavalco a Settecà, che noi non condividiamo. Per questo motivo abbiamo chiesto studi approfonditi sull’impatto visivo dei tracciati 1 e 2. E counque mancano i 3 o addirittura 4 miliardi necessari all’alta velocità”

Sull’alta velocità è sempre polemica. Questa volta Angelo Tonello risponde a Francesco Ruccoa proposito del tratto a est e del cosiddetto “salto del montone” ossia dello scavalcamento della linea di alta velocità sulla linea storica Milano – Venezia. Un “salto” prospettato a Settecà, cui gli abitanti e il Comune si opponre. Al proposito, Tonello, consigliere delegato dal sindaco sul tema alta velocità, manda questo messaggio: “Rucco ricostruisce i fatti a modo suo. La realtà è un’altra: il ministero è intervenuto su richiesta del Comune”

La manifestazione del 2022 che si opponeva al cavalcavia a Setteca. E continua a opporsi: i consiglieri dell’opposizione di allora sono al governo oggi

“Respingiamo al mittente le dichiarazioni dell’ex sindaco Rucco – spiega Tonello – perché ancora una volta si tenta di raccontare una storia diversa da quella che emerge dagli atti. Il ministero della Cultura non è intervenuto di propria iniziativa: è stato il Comune di Vicenza a chiedere formalmente il suo intervento, dopo la lettera con cui RFI, alla fine di giugno, ha indicato la soluzione 1 come tecnicamente preferibile per l’uscita est di Vicenza del terzo lotto funzionale, soluzione che prevede lo scavalco in superficie a Settecà”.

“È bene ricordarlo, perché è proprio da qui che nasce l’intervento del ministero: dalle richieste che l’amministrazione Possamai ha rivolto ripetutamente nei mesi scorsi a RFI e Iricav, chiedendo di produrre studi approfonditi sull’impatto paesaggistico e visivo dello scavalco in superficie, previsto dalle Soluzioni 1 e 2. Richieste tutt’altro che pretestuose, considerata la delicatezza di un’area che interessa direttamente il sito Unesco di Vicenza”.

Angelo Tonello, ingegnere, è il consigliere delegato dal sindaco a seguire i problemi dell’alta velocità

“La risposta del ministero dimostra quindi due cose molto semplici: che le nostre richieste erano fondate e che questa amministrazione sta affrontando la questione con serietà e determinazione, mettendo al primo posto la tutela della città”.

“Il ministero – prosegue Tonello – ha recepito e rafforzato quanto il Comune aveva già chiesto, imponendo a RFI e Iricav di predisporre una HIA (Heritage Impact Assessment), una valutazione di impatto sul patrimonio, prima ancora di avviare qualsiasi progettazione relativa all’uscita est del terzo lotto funzionale.

E allora diciamolo con chiarezza anche sul tema dei ritardi: se l’iter dovesse subire rallentamenti a causa dello studio HIA richiesto dal Ministero, la responsabilità non è del Comune di Vicenza, ma di RFI e Iricav, che non hanno dato seguito, nei tempi dovuti, alle richieste che il Comune aveva avanzato già molti mesi fa.

Del resto, quando si parla di ritardi, Rucco farebbe bene a guardare anche alla realtà dei fatti. RFI ha impiegato un anno per consegnare al Ministero delle Infrastrutture gli approfondimenti richiesti dal sindaco Possamai nel luglio 2025 e, a distanza di due mesi dalla loro trasmissione, non risultano ancora integralmente consegnati. Prima di puntare il dito contro il Comune, sarebbe quindi opportuno spiegare questi tempi”.

“C’è poi un altro tema che l’ex sindaco sembra dimenticare: il terzo lotto non si realizza con le dichiarazioni alla stampa, ma con le risorse economiche. Servono circa 3 miliardi di euro, che diventano 4 miliardi nel caso della galleria lunga. Oggi, invece, sono stanziati appena 25 milioni di euro, sufficienti alla sola progettazione”.