“L’AI deve liberare tempo e competenze, non sostituire le persone”

Questa la sfida dell’innovazione emersa dal convegno che ha richiamato a Vicenza tutti i rapprsentanti delle prefetture d’Italia. La strada è stata indicata dal prefetto Filippo Romano. Le relazioni approfondite di Raffaella Saporito e di Christian Greco
L’album “Darwin” del Banco del Mutuo Soccorso, uscito nel 1972, contiene la celebre canzone sul Tempo… che non concede tempo. Il convegno invece ha indicato come trovarlo, ingannando il Tempo

Se ci fosse una canzone da indicare come colonna sonora del convegno dei prefetti italiani in corso a Vicenza, sarebbe da ripescare la celeberrima “E io chiedo tempo al tempo ma egli mi risponde… Non ne ho” del Banco del Mutuo Soccorso. Era l’anno 1972 quando pubblicarono l’album Darwin, tre o quattro ere geologiche fa. D’accordo, la canzone ha una prospettiva pessimistica, con il tempo che ci stritola – e il convegno ha indicato la via di fuga – ma non è lontana dalla sensazione attuale di essere circondati da proposte, specie commerciali, che, grazie all’AI, sono centrate su ognuno e rischiano di farci affogare nel desiderio consumistico e perdere ogni personalità.

Raffaella Saporito, professoressa alla Bocconi di Milano: una relazione di spessore, la sua, che ha delineato il futuro e approfondito il ruolo dei giovani: “Chiedere tempo non è un disvalore”

Il prefetto Filippo Romano, che ha convocato i colleghi da tutta Italia per discutere della nuova fisionomia delle prefetture, chiamate a costruire benessere nell’era dell’AI, ha indicato la strada con parole chiare: “L’intelligenza artificiale deve liberare tempo e competenze, non sostituire le persone”. Un appello all’insegna del “restiamo umani” e ad allontanare lo spettro di 2001 Odissea nello spazio, con il computer Hal 9000 che vuole prendere il potere a scapito degli umani.

Un’immagine di Odissea nello spazio che quasi sessant’anni fa delineava il conflitto tra l’uomo e la Macchina: il computer intelligente voleva prendere il comando dell’astronave, ma non ci riuscì

La professoressa Raffaella Saporito della Bocconi di Milano, che ha garantito la scientificità del convegno, ha disegnato con sapienza l’orizzonte in cui ci stiamo muovendo: “La popolazione invecchia, gli over 80 in vent’anni sono passati dal 3,7% al 6%, nel 2100 in Europa saranno 100 milioni. La spesa sanitaria e pensionistica aumentera. E i dipendenti pubblici nel prossimo futuro saranno meno di ora”. Finora, citando Eduardo, abbiamo aspettato che passasse la nottata, ma stanno spuntando nuovi valori e nuove sfide: “Con molti vecchi e pochi giovani, la guerra dei talenti diverrà drammatica. La competizione si giocherà sul tempo”. Secondo la docente, siamo di fronte a giovani self centered, ma sarebbe sbagliato liquidare il nodo con uno sbrigativo “questi giovani non hanno voglia di lavorare, ai tempi miei…”. Quando chiedono tempo – ha spiegato in sostanza la prof. Saporito – i giovani indicano il desiderio di vivere nuove esperienze. Non è necessariamente un disvalore, anzi.

Il prefetto Filippo Romano ha convocato a Vicenza i prefetti d’Italia per riflettere sulla fisionomia delle prefetture per promuovere il benessere nell’era dell’AI

E non è un problema di oggi, tutt’altro. Nel dibattito, coordinato da Gian Marco Mancassola, direttore di TvA Vicenza, è giunta la competenza di Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino, che ha raccontato quanto – gira e rigira – siamo rimasti gli stessi da allora. A Tebe, quella che oggi chiamiamo Luxor, quindici secoli prima di Cristo, esisteva il villaggio di Deir El Medina, abitato dagli operai che costruirono la Valle dei Re. Gli operai egizi lavoravano nell’arco di una settimana fatta di 10 giorni, con 8 di lavoro e due di riposo, per otto ore al giorno. Il problema del tempo esisteva anche allora, eccome. E cercavano di risolverlo nel modo più antico del mondo: con la corruzione. Tentavano di corrompere gli scriba per avere giorni di riposo in più. Però, siccome anche agli dèi egizi e non solo ai magistrati di Mani Pulite, quel comportamento non piaceva, il sistema non funzionò.

Christian Greco, vicentino doc e direttore del museo Egizio di Torino

E se volete proprio essere convinti che tutto il mondo è paese anche adesso, ascoltate le parole del colonnello Vaughn Strong, comandante della guarngione Usa in Italia, che sbrigativamente indichiamo come Caserma Ederle. Ha ridotto all’osso il ragionamento: “Noi non avevamno personale nè quattrini (il che, detto dagli Usa non ce lo aspettiamo, ndr.) e allora abbiamo investito in tecnologia. Adesso un’immatricolazione dei nostri mezzi, per la quale prima servivano quindici giorni con i documenti di carta, si fa in quindici minuti”.

Il colonnello Vaughn Strong, comandante della guarnigione Usa in Italia

Il colonnello, che al contrario del suo nome non è piccolo (significato di Vaughn, nome di ascendenza gallese) bensì alto e robusto come ci aspettiamo da un Ranger ma ha un sorriso aperto, non è un fideista. Ricco di quello che Pascal avrebbe chiamato l’esprit geometrique, ossia di concretezza, come tutti gli americani, ha individuato le cause e ha risolto il problema. La tecnologia non ha eliminato il lavoro delle persone, viceversa ha liberato il loro tempo. Ed è la soluzione che ha indicato il prefetto Romano. Se una ricerca dell’Ipsos indica che quasi il 70% degli italiani ha fiducia nella prefettura, e il 60% considera positivamente la loro funzione di coordinamento delle forze di polizia nel settore della sicurezza, non si deve perdere di vista il primo comandamento: “Ripensare le prefetture nell’era dell’intelligenza artificiale senza far perdere la natura di presidio umano dello Stato sul territorio”. “Non dobbiamo chiederci soltanto – ha spiegato Romano – quali attività possa svolgere una macchina, ma quali debbano necessariamente restare umane. L’AI può migliorare la conoscenza dei fenomeni, elaborare grandi quantità di dati e liberare tempo e professionalità. Responsabilità, mediazione, raccordo istituzionale e capacità di governare situazioni complesse devono invece rimanere al centro della funzione prefettizia”.