Ha in mente quattro priorità il nuovo questore Giancarlo Conte, 60 anni, romano, che s’è insediato a Vicenza al posto di Francesco Zerilli, trasferito a Trento. Era questore della provincia di Verbania-Cusio-Ossola e la sua carriera l’ha trascorsa prevalentemente nel Nord, tra Alto Adige, Piemonte, Friuli. Ha precisato che la sua gestione sarà nel segno della continuità rispetto a quella di Zerilli, perché ha svolto “un lavoro eccellente, molto apprezzato” tant’è che ha trovato una questura efficiente, ha sottolineato.

La continuità vuol dire “assicurare un controllo del territorio, perché va assicurata una percezione della sicurezza che dev’essere concreta”. Impegno numero due è “essere vicini alle necessità delle persone, perché la sicurezza va condivisa con i cittadini”.
Molta attenzione sarà posta ai “reati da codice rosso” che rappresentano un allarme per tutti. Allo stesso modo, sarà posta attenzione all’immigrazione clandestina. Naturalmente questi obiettivi saranno perseguiti in raccordo con le altre istituzioni, premessa fondamentale per ogni intervento che voglia avere efficacia.
Sull’organico della questura, sempre sottodimensionato come notano ogni volta gli amministratori di questa o quella parte, il questore ha idealmente allargato le braccia: “L’organico è stabilito dal ministero. Qui c’è molta qualità, il che aiuta. E ci sono modelli di organizzazione che possono dare una mano”.
La sicurezza è anche un problema di comunicazione – ha ricordato Conte – mentre oltre alla zona rossa non si devono dimenticare le altre aree, proprio per non farla allargare. Un altro obiettivo che tiene presente sono i cantieri dell’alta velocità, anche se per il momento non ci sono criticità o allarme.