
A voler giocare un po’, già dal simbolo si capisce che cosa sia lo Stardust festival, organizzato dalla Piccionaia al teatro Astra. Il suo logo che rimanda a una stella assomiglia alle temibili lame rotanti di Goldrake. Cartoni animati, quindi, così la mente si libera. E vedrete come. Lo Stardust – di suo – è la polvere cosmica, invocata da David Bowie e apportatrice di aminoacidi, cioé di vita. E siccome siamo tutti figli delle stelle, come ricordava la splendida Margherita Hack, e siamo tutti quei bambini al quale è soprattutto diretto il festival, alla seconda edizione, questo tipo di teatro è davvero un nomen omen, il cerchio della vita. Anzi, più che diretto ai bambini si tratta di “nuove generazioni” come le chiama Francesca Lazzari, presidente della Fondazione Roi, che assieme a molti altri ha finanziato l’organizzazione, sottolineando che non si tratta di un festival ma di una “comunità generativa di relazioni con il pubblico del futuro”. E siamo sempre lì, rispunta il concetto di generazione, tra passato (la polvere cosmica), presente e futuro, in un cocktail che può fare solo star meglio.

Come si può vivere meglio? Per esempio seguendo l’indicazione di Camilla Parini, una delle stelle nella galassia Stardust che intitola il suo spettacolo: “Se volevo vivere sotto pressione, nascevo pentola”. Stessa forza di Goldrake, ma ironica. E chi se la perde? Spiega Sergio Meggiolan, direttore artistico della Piccionaia: “Al centro del nostro pensiero c’è l’infanzia come condizione di ricerca. Infanzia e pratica artistica condividono una stessa attitudine alla ricerca: osservare, sperimentare, creare connessioni e attribuire nuovi significati alla realtà”.

Trentadue appuntamenti dal 20 ottobre al 10 novembre, più un evento speciale il 20 novembre, fra teatro, danza, illustrazione, installazioni, laboratori e incontri. Artisti e compagnie internazionali, prime nazionali e regionali in un festival distribuito fra Astra, scuole, biblioteche e altri spazi della città. Si tratta obiettivamente di un impegno consistente, visto che arrivano artisti e compagnie da Germania, Francia, Svizzera, Giappone e Olanda. “La dimensione internazionale di questa edizione – sottolinea l’assessora Ilaria Fantin nell’ambito di un’affollata presentazione – rafforza la possibilità di mettere in dialogo esperienze e sensibilità differenti”.

Fra i temi esplorati ci sono la crescita, il corpo, la fragilità, la memoria, la libertà, l’identità e la cura – scusate se è poco, direbbe Totò – tenuti insieme da un filo rosso: “Il presente si legge con gli occhi delle nuove generazioni”. Aggiunge Nina Zanotelli, direttrice artistica della Piccionaia: “Stardust entra nelle scuole, nelle biblioteche, in una cooperativa sociale, nei quartieri; mette accanto piccolissimi, adolescenti, famiglie, insegnanti, artisti e operatori. Ci interessa creare le condizioni affinchè il teatro possa essere un’esperienza condivisa e perché le nuove generazioni possano riconoscere nella cultura un luogo che appartiene anche a loro”.
Il programma
Martedì 20 ottobre | Il Giappone pop apre Stardust
L’apertura del festival è affidata, martedì 20 ottobre alle 19 al Teatro Astra, a Kenji Shinohe con la prova aperta di “Action Briquette Z. Manga Beat & Dance”, rivolta al pubblico dagli 11 anni, progetto è prodotto da La Piccionaia, Factory Compagnia Transadriatica e CollettivO CineticO, con il sostegno produttivo di Fondazione Romaeuropa Festival dove lo spettacolo debutterà in prima nazionale il 13 novembre.
Suoni dei manga, esplosioni, versi e onomatopee diventano materia per la danza attraverso voce, sintetizzatore e loop station. Corpo, disegno e animazione costruiscono un universo che nasce dai ricordi d’infanzia dell’artista e dall’incontro tra cultura pop giapponese e sguardo europeo.
Mercoledì 21 ottobre | Leggere il teatro

Mercoledì Stardust incontra insegnanti, educatori, genitori e lettori negli spazi di Baldi Libri.
Alle 16.30 Federica Iacobelli, presso BaldiLibri, conduce l’appuntamento di apertura dei Pomeriggi del Teatro Scuola, laboratorio dedicato a insegnanti ed educatori. Alle 18 dialogherà con Carlo Presotto nell’incontro “Leggere teatro è un gioco da ragazzi”. Un confronto sulla possibilità di avvicinare bambini e ragazzi alla forma letteraria del teatro rendendo la lettura un’esperienza viva e partecipata.
Venerdì 23 ottobre | Memoria e cura
Venerdì 23 ottobre, dalle 9.30 alle 19, gli spazi della Cooperativa Sociale Insieme accolgono “Il giardino delle cose sperse” del Consorzio Balsamico, installazione immersiva e partecipativa dedicata alla memoria, all’ascolto e alla condivisione. Un paesaggio artificiale costruito con materiali di recupero custodisce ricordi personali e anonimi: il pubblico può attraversarlo, leggere, lasciare una propria memoria o portare con sé quella di qualcun altro. L’opera mette così in relazione memoria, dono, recupero e scambio.
Alle 21 al Teatro Astra arriva “La notte dei bambini”, con Gaia Nanni, regia di Giuliana Musso. Lo spettacolo prende le mosse da un fatto realmente accaduto: il trasferimento notturno, il 14 dicembre 2007, dell’intero Ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Medici, infermieri, volontari e cittadini diventano le voci di una comunità che si raccoglie intorno ai suoi membri più fragili.
Sabato 24 ottobre | Teatro, ricerca e incontri
Sabato, dalle 9.30 alle 19, la Cooperativa Sociale Insieme ospita “Il giardino delle cose sperse”.
Dalle 10 alle 14 al Teatro Astra si tiene “Prove tecniche di trasmissione”, seminario condotto da Damiano Pellegrino e Sergio Meggiolan, dedicato al confronto sulle pratiche del teatro per le nuove generazioni, con Fabio Condemi, Chiara Salieri, Fabrizio Pallara.
Alle 10 e alle 16, nel Teatro Yurta, La Baracca – Testoni Ragazzi presenta “A corpo libero”, spettacolo per bambine e bambini da 1 a 4 anni. Il corpo diventa il primo spazio da conoscere e abitare, attraverso movimento, osservazione, trasformazione e gioco.
Alle 18 al Teatro Astra arriva dalla Francia la Compagnie L’Alinéa con “Petites histoires sans paroles”, spettacolo dai 5 anni che attraversa tradizione e linguaggi contemporanei del teatro di figura attraverso tre racconti senza parole.
Domenica 25 ottobre | Memoria, fiaba e illustrazione
La domenica si apre alle 10 al Polo B55 con “Giardinieri della memoria” del Consorzio Balsamico, laboratorio rivolto a bambini dai 5 anni e famiglie.
Alle 10 e alle 16, nel Teatro Yurta, tornano le repliche di “A corpo libero” de La Baracca – Testoni Ragazzi.
Alle 17 al Teatro Astra uno dei momenti centrali di Stardust: la prima nazionale de “La Favola del principe Granchio” de La Piccionaia, liberamente ispirata alla fiaba raccolta da Italo Calvino nelle Fiabe italiane, con la regia di Carlo Presotto.
Qui, alle 18.30, inaugura “Abitare gli alberi” di Irene Penazzi, nell’ambito di /e.mò.ti.con/ 2026. Un piccolo viaggio nell’universo illustrato dell’autrice tra alberi, foglie, nidi e ambienti del bosco, per osservare la natura come spazio di immaginazione, scoperta e cura.
Dal 27 al 29 ottobre | Dentro l’adolescenza
Dal 27 al 29 ottobre, negli spazi dell’ITE Guido Piovene, arriva Camilla Parini, insieme a FIT – Festival Internazionale del Teatro di Lugano, con “Se volevo vivere sotto pressione nascevo pentola”.
Il progetto nasce da un processo di co-creazione con ragazze e ragazzi tra i 16 e i 22 anni e trasforma la classe in uno spazio di ascolto. Attraverso diari, parole e testimonianze, il pubblico entra a contatto con pressioni, aspettative, desideri e inquietudini dell’adolescenza.
Le repliche mattutine sono rivolte agli studenti e alla comunità scolastica; le repliche delle 19, aperte anche agli adulti, permettono invece a genitori, educatori e cittadinanza di sedersi negli stessi banchi e confrontarsi con le parole dei ragazzi. Un dispositivo costruito proprio per creare un passaggio tra generazioni e favorire un ascolto reciproco fuori dalle consuete dinamiche familiari e scolastiche.
Mercoledì 28 ottobre | Un inventore che non sa stare fermo
Mercoledì 28 ottobre, alle 10.45 e alle 12 al Centro Zona 3, Alessandro Maione presenta “Sdeng! Storia di un inventore che non sa stare fermo”, spettacolo rivolto alla prima infanzia. Lo spettacolo è una coproduzione La Piccionaia – Centro di Produzione Teatrale e CSS Teatro Stabile di Iinnovazione del Friuli Venezia Giulia, con regia e drammaturgia di Beatrice Baruffini.
Un piccolo cantiere dell’immaginazione fatto di legno, viti, bulloni, oggetti metallici e una chiave inglese accompagna il protagonista Guglielmo nella costruzione di una sedia. Tentativi, errori, movimenti e invenzioni diventano parte di una drammaturgia del fare, dove il gioco incontra il tema del rapporto tra libertà del corpo e regole.
Giovedì 29 ottobre | Dai più piccoli alla biblioteca
Giovedì 29 ottobre alle 10, “Sdeng! Storia di un inventore che non sa stare fermo” raggiunge la Scuola dell’Infanzia Collodi, portando il teatro direttamente nello spazio educativo quotidiano dei più piccoli.
Alle 17 alla Biblioteca di Villa Tacchi, Alessandro Maione presenta invece “Tocut”, produzione La Piccionaia per bambini dai 2 ai 5 anni: una storia che parla di corpo, esperienze e colori, perché tutti i colori sono importanti per diventare grandi.
Venerdì 30 ottobre | Sguardi, stereotipi e memoria
Venerdì alle 9.30 al Teatro Astra, Fondamenta Zero presenta “Infinita Bellezza”, spettacolo rivolto agli adolescenti dai 14 anni e vincitore del Premio Scenario 2026. Un dispositivo teatrale che interroga stereotipi, linguaggio e costruzione dello sguardo.
Alle 21, sempre al Teatro Astra, arriva la prima regionale di “Non ti scordar di me” di Valentina Dal Mas, nuovo spettacolo coprodotto da La Piccionaia con Abbondanza/Bertoni. Un lavoro sulla memoria e sulle tracce che le persone e gli incontri lasciano nelle nostre esistenze.
Sabato 31 ottobre | Corpo, educazione e fiaba
Sabato alle 9.30 a Palazzo Cordellina, Sala Dalla Pozza, si apre il convegno “Il Corpo Non Mente. Embodied cognition, educazione e teatro”, a cura de La Piccionaia e IUSVE Venezia.
Il programma mette in dialogo studiosi, docenti, artisti e ricercatori sul rapporto tra corpo, conoscenza, pratiche educative e teatro, con contributi provenienti da università, istituzioni culturali e percorsi di ricerca.
Alle 10.30 a Palazzo Cordellina, Irene Penazzi conduce il Laboratorio di botanica immaginata, rivolto a bambini dai 6 ai 12 anni e adulti.
Sempre alle 10.30, Stardust raggiunge il Teatro Politeama di Marostica, dove La Piccionaia presenta “La Fiaba. Istruzioni per l’uso”, esperienza in forma di Silent Play dedicata al mondo delle fiabe.
Tra le 18 e le 20 al Teatro Astra, Baladam B-Side conduce infine “Notte fonda”, attività laboratoriale rivolta a bambini e bambine dai 7 agli 11 anni, sviluppata anche negli spazi esterni e nel Teatro Yurta.
Domenica 1 novembre | Dalla Germania per il finale di Stardust
A chiudere il festival, domenica 1 novembre alle 17 al Teatro Astra, sarà il Theaterhaus Ensemble, dalla Germania, con “Bliblip”, spettacolo rivolto ai bambini dai 2 ai 5 anni.
Teatro visuale, movimento e musica incontrano l’universo geometrico e cromatico di Piet Mondrian e il ritmo dello swing jazz. Un finale che sintetizza una delle direzioni centrali di Stardust: offrire anche agli spettatori più piccoli esperienze artistiche capaci di mettere in relazione linguaggi e culture differenti.
Appuntamento speciale | Venerdì 20 novembre | Dall’Olanda, il corpo come territorio da scoprire
Tra gli appuntamenti internazionali di Stardust, De Dansers, compagnia con sede a Utrecht, porta in scena “A Small Anatomy”, spettacolo di teatro e danza rivolto ai bambini dai 4 ai 7 anni.
Quattro performer, accompagnati dalla musica dal vivo, attraversano il corpo come una mappa fatta di arti, sensazioni, emozioni e possibilità: piedi che si sollevano da terra, pollici che danzano, voci che cantano, ringhiano e starnutiscono, corpi che si arrampicano e cercano nuovi equilibri. Un gioco fisico e musicale che accompagna il pubblico alla scoperta della diversità dei corpi, della relazione e della collaborazione.
Con la coreografia di Josephine van Rheenen, A Small Anatomy nasce nello stile dei “concerti danzati” che caratterizza la ricerca di De Dansers: un incontro organico tra danza contemporanea e musica dal vivo, capace di parlare alla vitalità dei bambini attraverso un linguaggio intuitivo, giocoso e profondamente fisico.