Si sta facendo strada l’ipotesi di realizzare la nuova sede della polizia locale nella sede dell’ex Siamici, in viale Verdi, all’angolo con via Battaglione Monte Berico. L’idea parte dalla Provincia, proprietaria dell’immobile, ma – come riferisce in un articolo Il Giornale di Vicenza – si sarebbe già concretizzata in un sopralluogo al quale hanno partecipato il presidente della Provincia, Andrea Nardin, il consigliere delegato Marco Zocca e anche il sindaco Possamai. Tramontata l’ipotesi di realizzare la nuova sede nella zona di via Torino, prende corpo un’altra strada che è tutt’altro che semplice (le condizioni dell’immobili sono pessime) e l’apporofondimento è rinviato al dopo vacanze.

Dal canto suo, il maggior partito di maggioranza in Consiglio comuname ossia il Pd, plaude all’idea e la definisce “una scelta interessante per la città”.
“L’ipotesi di trasferire il comando della Polizia locale nell’ex Siamic è un buon inizio – spiega una nota a fimr adi Stefano Dal Pra Caputo a nome di tutto il gruppo consiliare del Pd – Ora naturalmente andranno fatte tutte le valutazioni necessarie sulla fattibilità dell’intervento, sui costi e sull’adeguatezza degli spazi, ma crediamo possa essere una scelta interessante per la città”.

«Ci sono almeno due aspetti positivi. Il primo riguarda la sicurezza – insiste Caputo – Portare in quest’area una funzione pubblica importante come il comando della Polizia locale significherebbe rafforzare la presenza quotidiana di servizi, operatori e mezzi proprio nella zona di viale Milano, della stazione e di Campo Marzo, sulla quale è necessario continuare a investire.Il secondo riguarda la rigenerazione urbana. L’ex Siamic è inutilizzato da oltre quarant’anni e si trova in una posizione strategica, a pochi passi dal centro e dalla stazione. Riuscire finalmente a restituire una funzione stabile a questo spazio sarebbe un risultato importante. In questi anni a Vicenza si sta facendo un grande lavoro per recuperare luoghi rimasti chiusi, inutilizzati o abbandonati per troppo tempo e restituirli alla città con nuove funzioni. È una strada che vogliamo continuare a percorrere, perché rigenerare non significa soltanto sistemare gli edifici, ma riportare persone, attività e servizi dove per anni ci sono stati spazi vuoti”.

“Da questo punto di vista va riconosciuto anche il lavoro della Provincia, che con l’ex caserma Borghesi ha scelto di recuperare un importante patrimonio pubblico destinandolo all’Its Academy Meccatronico Veneto e alla formazione dei giovani. È un esempio positivo di come immobili inutilizzati possano tornare ad avere una funzione strategica per il territorio. Anche per questo è positivo che oggi Comune e Provincia stiano ragionando insieme sull’ex Siamic. Non siamo ancora di fronte a una decisione definitiva ed è giusto svolgere tutte le necessarie verifiche tecniche ed economiche, ma la direzione ci sembra interessante. La rigenerazione dell’area di viale Milano passa anche da qui: recuperare gli spazi vuoti e riportare funzioni, persone e servizi in una zona fondamentale per il futuro della città».
Va peraltro sottolineato, a chiosa della nota, un aspetto di non poco conto: i quattrini per la ritrutturazione dell’ex caserma Borghesi non li hanno tirati fuori né la Provincia né il Comune: gli 11 milioni serviti per la ristrutturazione sono stati sborsati dalla Fondazione Its con fondi propri assieme a fondi statali e a 2 milioni del Pnrr.