A Cesare Benedetti la Medaglia d’oro dei cittadini benemeriti di Vicenza

La cerimonia del “Premio Vicenza” si è svolta al teatro Olimpico. Si tratta della terza edizione di un riconoscimento ripescato dal passato, specie dagli anni Ottanta e Novanta

Ho condotto, assieme a Sara Pinna, la terza edizione del ritrovato Premio Vicenza. La registrazione della cerimonia andrà in onda martedì 8 settembre alle 16.30 su TvA. Al teatro Olimpico il sindaco Possamai ha consegnato due medaglie d’oro di cittadino benemerito e sei targhe d’argento di riconoscimento a cittadini e associazioni. Una delle due medaglie d’oro è stata consegnata a Cesare Benedetti. Questa la motivazione.

È ingegnere e ha lavorato al primo computer di Adriano Olivetti. È anche industriale farmaceutico, perché ha fondato la Zeta farmaceutici a Sandrigo, grazie alla sorella Fanny che in famiglia era la farmacista con laboratorio in via Mentana a San Bortolo, il suo quartiere. Per questo obiettivo centrato ha ricevuto l’onorificenza di cavaliere del Lavoro dal presidente Mattarella.

Ma Cesare Benedetti per la sua comunità è stato molte altre cose. Prima di tutto un alpino nell’animo e nella vita. All’ultima festa del 2 giugno, alle prime note dell’Inno d’Italia s’è alzato in piedi con i suoi 88 anni e ha fatto il saluto militare con il cappello in testa. Cappello che porta sempre in tutte le cerimonie.

Cesare Benedetti ha aiutato tutti. È un appassionato di sport equestri e 44 anni fa ha portato a parco Querini il concorso internazionale d’equitazione. La sua generosità e il suo mecenatismo hanno sostenuto moltissime iniziative, dalla solidarietà alla cultura. Vogliamo ricordare gli Incontri sulla tastiera, ma anche la “Lega italiana per la lotta contro i tumori”, la Lilt di cui pure è stato presidente.

È un leader carismatico, dal sorriso coinvolgente: crede davvero che si possano appianare i problemi con il dialogo e il contatto personale. È un innamorato della vita ed è ancora uno scout perché ha fatto proprio nella sua vita il motto dello scoutismo: “Cerca di lasciare il mondo in una situazione migliore di come l’hai trovato”. Tra i suoi gesti di generosità, c’è il recupero della sede scout di Costigiola. Ma ha contribuito anche a rimettere in sesto le vetrate della chiesa di San Bortolo e ha sostenuto un giovane pianista che è un talento della musica.

Capitolo a parte meritano le sue energie per il Rotary, club di cui è stato governatore, che ha conosciuto pure la sua generosità. Ha creato il Premio club service che raduna tutti i club service della provincia e valorizza e sostiene piccole realtà benemerite del territorio vicentine ed è giunto alla 36ª edizione.