Il sindaco promette a Vicenza un concertone. Non sarà Campovolo da 100mila persone e non ci sarà Vasco Rossi (che pure iniziò male la sua carriera a Vicenza, bersagliato di tutto, però la spesa è inaffrontabile: Vasco guadagna, secondo indiscrezioni, 1 milione netto a concerto). Non si svolgerà in piazza dei Signori, perché può ospitare poco più di 2000 persone e sarebbe un’organizzazione a perdere. Non si terrà allo stadio Menti, perché ci sono troppi problemi di sicurezza e di capienza. Al parco della Pace mancano viabilità e non è neanche organizzativamente praticabile.

E quindi? Il sindaco Possamai ha annunciato l’intenzione, ha spiegato le difficoltà di cui sopra ma non ha svelato il segreto. “Ci stiamo pensando”, ha ammesso, ma s’èfermato qui, lasciando il pubblico con l’acquolina in bocca. Evidentemente ha un’idea del chi e del dove, ma non l’ha raccontata. Ed è anche comprensibile, perché dal giorno dopo l’annuncio sarebbe bersagliato di domande e critiche. Lasciamolo fare.
L’annuncio è giunto alla fine dell’incontro – intervista al festival dell’edicola de Il Giornale di Vicenza che per una settimana s’è svolto in piazza Biade. Una chiacchierata condotta dal direttore Marino Smiderle e dal capocronista Nicola Negrin, che ha spaziato dai temi d’attualità, dalla sanità alla viabilità e naturalmente alle elezioni, presente anche il Comitato di San Felice con striscione di contestazione per la scelta di cancellare le aree di sosta per far posto ai bus elettrici che arriveranno nel giro di qualche anno.
Per ora dobiamo accontentarci di questo scarno annuncio, ma è chiaro che nessuno si sbilancia in un avventura di questo tipo se non ha almeno sbozzato l’idea. E l’assessore ai grandi eventi, Leone Zilio, ha le spalle robuste per condurre in porto l’idea.