Climatizzare l’Olimpico? “Si può fare, ma è complicato e costa tanto”. Cinque milioni

Il sindaco non s’è dimenticato della sua promessa elettorale di verificare la possibilità di climatizzare l’Olimpico. A domanda, nella conferenza stampa sui lavori al teatro, Possamai ha risposto in modo chiaro. La verifica tecnica è stata condotta e l’esito è stato assai chiaro: la climatizzazione del teatro non solo è possibile ma l’ipotesi è percorribile secondo varie strade. In ogni caso ipotizzare i lavori di climatizzazione per rendere il teatro fresco d’estate e caldo d’inverno, non sono compatibili con il cantiere che prenderà avvio nel 2028.

Un momento della conferenza stampa degli amministratori comunali al teatro olimpico

Già questa è una risposta che taglia la testa al toro, perché l’ipotesi di riuscire ad aprire un cantiere unico per risolvere due problemi sarebbe stato l’optimum. Ammesso che si possa sciogliere un altro nodo, quello finanziario. Il sindaco ha puntualizzato che la climatizzazione dell’Olimpico sarebbe “molto costosa”. Quindi, non l’ha detto ma l’ha fatto chiaramente capire, se ne riparlerà in futuro.

È evidente che climatizzare l’antico teatro non serve soltanto per aumentare – sostanzialmente raddoppiare, visto che è disponibile solo in primavera e in autunno – l’uso del monumento per gli spettacoli o quant’altro. L’obiettivo che sta a cuore a chi ne ha la responsabilità, Soprintendenza e Comune, è quello di eliminare l’umidità, che è il nemico principale per un teatro di legno e stucco.

Quindi, i problemi da affrontare sono tre. Quello strategico che si concretizza nello scegliere una strada piuttosto che un’altra, la complessità tecnica del lavoro (la cubatura è imponente) e infine il finanziamento. È un lavoro da milioni di euro, non da centinaia di migliaia. Sono almeno cinque i milioni da spendere, che a Roma come a Vicenza sono difficili da trovare. A meno che non spunti qualche donatore mecenate.